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Fonte: Gazzetta Dello Sport
Dopo coppa Italia e scudetto, la squadra ligure conquista anche il prestigioso trofeo battendo 9-8 i croati dello Jug Dubrovnik. Match incerto fino all'ultimo, decisivo Felugo a 1'24" dalla sirena
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MILANO, 23 giugno 2007 - Il giorno del grande slam. Dopo coppa Italia e scudetto, la Pro Recco fa sua anche l'Eurolega, conquistata proprio contro l'avversaria che la beffò nella Final four di un anno fa: 9-8 sui croati dello Jug Dubrovnik, espressione di una scuola in grande ascesa.
LA CRONACA Alla piscina Scarioni di Milano, equilibrio estremo per l'intero match: nessuno avanti con più di un gol. Grandi lotte ai due metri, portieri sugli scudi, arbitraggio attento. Liguri avanti 4-3 a fine primo tempo, poi 6-6 a metà gara, quindi rimpianti croati: la squadra di Nikolic, sul +1 a inizio della terza frazione (gol dell'ispiratissimo Boskovic, talento corteggiato da mezza Europa e premiato come miglior giocatore del torneo), fallisce la superiorità numerica dell'allungo (Smodlaka) e viene subito punita dai campioni d'Italia che pareggiano con Kasas e sorpassano con Vujasinovic. Gli ultimi 8' si aprono con un rigore per lo Jug sprecato da Boskovic (traversa), poi il trentaseienne Fatovic sigla l'8-8, infine la rete decisiva è di Felugo a 1'24" dalla sirena, una bomba da 6 metri che sorprende il pur bravo Vican. Felugo aveva risolto pure la semifinale del giorno prima coi greci dell'Olympiakos. Quarta coppa Campioni per la Pro Recco e quarto successo personale anche per Porzio: due volte in trionfo da giocatore e una da allenatore col Posillipo, prima del titolo sulla panchina ligure.
Fonte: .Il Sole 24 ore
Pallanuoto, Pro Recco Regina d'Europa fa il poker in Coppa Campioni !!!
(di Giacomo Bagnasco)
Due vittorie di misura alla fine di incontri tirati, sofferti, dall'andamento pronto a cambiare come una banderuola in una Milano più ventosa del solito. Ma alla fine la Pro Recco sommerge le rivali, fa sua la final four e ottiene il poker in Coppa dei Campioni dopo i successi nelle edizioni 1965 (nel capoluogo lombardo, allora come oggi), 1984 e 2003. Se sono stati necessari 19 anni tra il primo e il secondo trionfo, e tra il secondo e il terzo, questa volta i tempi si sono accorciati parecchio. Merito di una formazione che è una multinazionale di stelle e che sa, nello stesso tempo, affiancare il talento all'umiltà. E così per il team del presidente Gabriele Volpi arrivano i risultati: come lo straordinario Slam di quest'anno, composto in ordine cronologico da Coppa Italia, 21° scudetto (record nazionale) ed Eurolega.
Nella vasca del Centro Scarioni - di fronte a un pubblico composto quasi esclusivamente da sostenitori delle quattro squadre protagoniste, con i tifosi del Recco non certo in superiorità numerica - l'equilibrio è stato il fattore più importante. E' vero che nella prima delle due serate la squadra ligure ha tenuto per lungo tempo a distanza l'Olympiakos del Pireo, penalizzato dall'incapacità di sfruttare le superiorità numeriche, ma poi è arrivata la rimonta greca: da 7-4 a 8-8 quando mancavano poco più di due minuti al termine. La Pro Recco, a quel punto, è rimasta aggrappata alle individualità: si è riportata in vantaggio con Alessandro Calcaterra e, dopo il nuovo pareggio di Ntoskas, ha trovato il 10-9 finale con un signor gol di Felugo.
Se la prima partita si è risolta in pratica a mezzo minuto dalla fine del quarto e ultimo tempo, per la seconda non sono bastati nemmeno i supplementari. Solo ai rigori lo Jug Dubrovnik - che l'anno scorso, giocando in casa, aveva battuto proprio la Pro Recco in finale - ha fatto sua la sfida serbo-croata con il Partizan Belgrado, prevalendo 18-17.
La finale per il terzo posto, sabato sera, andava a sua volta ai supplementari: e il Partizan concludeva vittorioso 15-13 sull'Olympiakos.
Subito dopo, ecco in vasca le calottine bianche della Pro Recco e quelle rossoblù dello Jug: i croati, oltre a essere i detentori del trofeo, hanno appena vinto il loro campionato e forniscono un gran numero di giocatori alla Nazionale campione del mondo di Ratko Rudic. La partita andrà avanti testa a testa, senza creare mai un vantaggio di due punti. La leadership cambia frequentemente, anche se il Recco è più spesso davanti. Contrariamente alla gara di semifinale, però, sono gli avversari a comportarsi meglio con l'uomo in più, e la squadra ligure si tiene in linea grazie a numerose reti in parità numerica. A partire dalla prima, una splendida rovesciata di Deserti (validissima alternativa a Calcaterra nel ruolo di centroboa) che replica al gol di Boskovic in apertura. Il sigillo sul primo tempo lo mette Tamas Kasas per i liguri, che chiudono in vantaggio 4-3. E l'asso ungherese - vincitore di scudetti con Posillipo, Savona e Recco - chiude anche il tabellino della seconda ripresa, portando la sua squadra sul 6-6 dopo che i croati erano andati al sorpasso. Nel terzo tempo Boskovic fa 7-6 con il primo gol dello Jug a uomini pari, ma gli uomini allenati da Pino Porzio hanno la forza di ribaltare nuovamente la situazione: prima con una grande segnatura di Kasas (ancora lui, migliore marcatore della finale con tre reti, alla pari proprio con Boskovic) e poi con Vujasinovic.
Dopo le raffiche delle prime due frazioni i gol si fanno rari, anche perché i portieri (in particolare il recchelino Tempesti) diventano protagonisti. Sull'8-7, all'inizio del quarto tempo, Boskovic sbaglia un rigore e dà ossigeno alla squadra italiana, che però poi subisce il pareggio da Fatovic in superiorità numerica. Alla fine ci pensa di nuovo lui, Maurizio Felugo, migliore giocatore degli ultimi Mondiali. A un minuto e mezzo dalla fine, e a uomini pari in acqua, trova nuovamente il tiro vincente dalla media distanza. Il risultato di 9-8 non cambia più, nella notte di Milano il tuffo collettivo dà il via a una festa che durerà fino all'alba.
Erolega-Final Four
Milano, 22 e 23 giugno
Semifinali: Pro Recco-Olympiakos Pireo 10-9, Jug Dubrovnik-Partizan Belgrado 18-17 (dopo i tempi supplementari e i rigori)
Finale per il terzo posto: Partizan Belgrado-Olympiakos Pireo 15-13
Finale per il primo posto: Pro Recco-Jug Dubrovnik 9-8 (4-3; 2-3; 2-1; 1-1)
P.S.ÍÈÆÅ - ÂÑÅ ÌÍÎÉ ÂÛÏÎËÍÅÍÍÛÅ ÔÎÒÎÃÐÀÔÈÈ
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Grazie Campioni, grazie Ragazzi !!!
"I campioni dell’Europa siamo noi!”. Il ritornello finale, la sigla di chiusura che accompagna i titoli di coda di una stagione da vera leggenda della pallanuoto mondiale, una stagione di sacrifici, allenamenti, sofferenza, mondiali. Cantano tutti, i giocatori, l’allenatore Pino Porzio, il presidente e tutto lo staff dirigente e societario della Pro Recco. Cantano i tifosi giunti da Recco (più di 400 biglietti venduti in Liguria), ma anche quelli giunti da Lombardia, Veneto e Piemonte, assiepati sulla tribuna alle spalle delle telecamere, che ci mettono poco ad imparare gli incitamenti per la squadra più forte del continente e a contrastare i tanti e colorati sostenitori dello Jug. Una vittoria meritata, contro una squadra fortissima, ricca di talenti e di campioni del mondo. Anche per questo motivo una vittoria più bella, come tutte le grandi vittorie ottenute dopo una lunga battaglia, iniziata nella semifinale contro i forti greci dell’Olympiakos e proseguita nella finalissima con lo squadrone di Dubrovnik.
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Milano, dolce Milano. Una scelta azzeccata, una scommessa vinta dalla società, che ha ricevuto tanti complimenti dalla Len. Un ritorno dopo quarantadue anni nella città meneghina e quattro degli eroi del ‘65 (Guidotti, Maraschi, Eraldo e Piero Pizzo) presenti a bordo vasca a ricordare che questa è la più importante e titolata tra le società italiane grazie ai tantissimi successi conquistati già dal 1959 in poi. Lo scenario è affascinate, offerto dal Centro Balneare Scarioni, allestito a tempo di record e perfettamente funzionante grazie soprattutto al contributo di persone che hanno lavorato giorno e notte per organizzare questo straordinario evento. A loro va un ringraziamento, sentito e di cuore. Rossella (con i due figli Francesco e Carlotta a supporto...), Camilla, Patrizia, Edoardo, Alessio, il mitico Pino Capurro con la moglie Maddalena, Claudio, Ugo “The Voice”, tutti gli addetti dell’impianto gestito da Milano Sport. Chissà chi ci siamo dimenticati, ma ringraziamo anche quelli!
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Tutto esaurito nel giorno della finale, con più di duemila spettatori e qualche ospite d’eccezione, come lo showman Gerry Scotti (appassionato di pallanuoto) e il sindaco recchelino Gianluca Bucilli, corsi ad incitare la squadra e seduti accanto a Volpi e Gian Angelo Perrucci.
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Ecco la Pro Recco che vince tutto, il “Grande Slam” mai riuscito ad una squadra italiana, frutto di prestazioni straordinarie di un grandissimo gruppo, formato da immensi campioni. Chi ha avuto la fortuna e l’onore di vivere in diretta gli allenamenti, le vigilie, le partite e i dopogara al fianco di questi ragazzi sa di cosa stiamo parlando. Tutti per uno, uno per tutti. In acqua e fuori. Un gruppo con grandi attributi, guidato magistralmente da Pino Porzio, assistito a sua volta da uno staff di qualità.
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La finale è stata bellissima per intensità e colpi di scena, sempre in equilibrio, con i due portieri spesso protagonisti decisivi, ma Stefano Tempesti di più. Una partita così non poteva che terminare con un solo gol di scarto, siglato ancora da Maurizio Felugo, come già contro i greci, a poco più di un minuto dal termine. Un tiro secco che è andato a sbattere sulla parte interna della traversa e che ha compiuto una carambola dentro la rete croata difesa da Vican.
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“Questa vittoria ha un sapore particolare – dice proprio Felugo – conquistata contro un avversario tostissimo, che però si è dovuto arrendere alla nostra forza. Sono felicissimo, mai una squadra italiana era riuscita in questa impresa, neanche il mio Posillipo, che pure era formato da grandi campioni. Siamo entrati nella storia, ora vogliamo continuare”.
La grande festa è iniziata nel momento in cui Calcaterra ha conquistato l’espulsione che ha di fatto chiuso l’incontro. Poi tutti in acqua, ancora, a distanza di soli dieci giorni dalla conquista dello scudetto. Quindi a ricevere gli applausi sotto la gradinata stipata di tifosi biancocelesti e a prendere i primi baci da mogli, fidanzate, amici e parenti. Tutti sul podio, pazzi di gioia, con il Capitano a sollevare il trofeo più ambito in un tripudio di urla e cori. La festa continua al ristorante del Just Cavalli, locale alla moda di Milano, zona Sempione, con la coppa che diventa un prezioso calice con cui brindare e bere champagne. A turno bevono tutti, dal presidente Gabriele Volpi a Eraldo Pizzo. La stanchezza è dimenticata, c’è voglia di tirar tardi e i campioni d’Europa si trasferiscono ai tavoli riservati dell’ampia discoteca. Finalmente ci si può lasciare andare, tutti a ballare e a cantare quel ritornello che ancora oggi nessuno riesce a togliersi dalla testa. “I campioni dell’Europa siamo noi!”.
Grazie campioni, grazie ragazzi !!!
Avete vinto tutto, avete dimostrato di essere i più forti, in Italia e in Europa. Resterete per sempre nella storia di questo sport, ve lo siete meritato.
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Ñàìûé òèòóëîâàííûé è âûñîêîîïëà÷èâàåìûé èãðîê êîìàíäû - Alessandro Calcaterra (íåàïîëèòàíåö ïî ïðîèñõîæäåíèþ è ôîðìèðîâàíèþ)
Fonte: Corriere della Sera
Pallanuoto, Recco campione d'Europa !!!
I liguri battono 9-8 lo Jug nella finale dell'Eurolega
MILANO - Recco campione d'Europa. I liguri battono 9-8 lo Jug nella finale dell'Eurolega di pallanuoto, riscattando così la delusione dello scorso anno, quando proprio i croati negarono loro il sogno continentale. Vittoria sofferta che corona una stagione perfetta.
Grande Slam, infatti, per Calcaterra e compagni, che festeggiano la vittoria in Europa dopo aver trionfato in Coppa Italia e in campionato. Nel primo quarto è Boskovic che apre le marcature a favore dei croati. La reazione della Pro Recco, però, è immediata, prima con Deserti, che riesce a segnare spalle alla porta, poi con Maderas. Lo Jug rimane attaccato chiudendo il primo tempo con un solo gol di svantaggio (4-3). Gol che recupera nel secondo parziale con una rete del solito Boskovic, una di Markovic e una Fatovic. Recco contiene i danni e risponde con Deserti e Kasas ed è parità (6-6).
Il terzo e l'ultimo quarto sono una guerra di nervi. Il Recco commette qualche ingenuità e permette agli avversari di ripartire con troppa facilità. Ma è la difesa a fare la differenza, con un Tempesti che salva anche l'impossibile. Boskovic sbaglia un rigore e alla fine è Felugo a siglare il definitivo vantaggio (9-8) con un pallone che finisce prima sulla traversa, ma che poi entra in rete. Il Recco può quindi festggiare il suo quarto successo nella massima competizione europea (1965, 1984 e 2003 le altre vittorie).
23 giugno 2007
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Fonte: - Eurosport - dom, 24 giu 07:10:00 2007
Dopo campionato e Coppa Italia, la Pro Recco vince anche l'Eurolega 2007 battendo nella finale di Milano i croati dello Jug Dubrovnik per 9-8. Decisivo il gol di Felugo a 90 secondi dalla fine
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La Pro Recco estende il proprio dominio ai confini europei. Dopo aver vinto tutto in Italia, la formazione ligure ha conquistato anche l'Europa vincendo l'Eurolege. Nella finale, disputata nella piscina Scarioni di Milano, la Pro Recco ha sconfitto 9-8 i croati della Jug Dubrovnik, vendicandosi così della beffa subita nella final four della scorsa edizione.
Il match ha vissuto sul filo dell'equilibrio per tutti e 32 i minuti effettivi di gioco. Nessuna delle due formazioni riesce a toccare le due reti di vantaggio e il punteggio è sempre in bilico, con frequenti alternanze al comando. La rete decisiva è realizzata nuovamente da Fellugo, già decisivo nella semifinale con l'Olympiacos, che sorprende Vican con un tiro da sei metri.
Per la Pro Recco si tratta della quarta Coppa dei Campioni nella propria storia. Per Pino Porzio, anche lui al quarto trionfo europeo personale in carriera tra giocatore e allenatore, la consapevolezza di allenare la squadra più forte non solo d'Italia, ma del Vecchio Continente.
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